Enrico Cuccia, classe 1907, è stato un importante figura del panorama politico finanziario italiano del XX secolo in quanto, dal 1946, fondatore e presidente di Mediobanca, gruppo finanziario con sede in Milano e tuttora nota agli specialisti come banca d'affari leader nel Corporate & Investment Banking.

Si tratta, Mediobanca, di uno di quei classici "poteri" che non sono immediatamente visibili: giustamente, mi viene da dire perché è "li danei dei vilàin sono comm' le ball dei càn" o qualcosa del genere. Pertanto, quest'apparente misteriosità insita nella discrezione che la materia comporta, presta il fianco ad invenzioni narrative o ad alimentare leggende metropolitane; cose di cui il popolo va ghiotto. Non per niente, qualche comunista nostalgico di quella leggenda, quando nota che non ti entusiasmi per determinate forme di comunicazione, ti definisce "una che guarda le cose dall'alto": è l'anticamera per sognare un assetto a casa tua a scolarsi le bottiglie che trovano in giro. Illusioni.

Al netto di queste amenità, constatando piuttosto l'assoluta cultura di Cuccia, data da una formazione di tutto rispetto in un ambiente sociale tutt'altro che terra-terra che non intendo per questo "nobile" nel senso classico del termine, di lui, intendo Cuccia, mi sorprese un dettaglio che consisteva nel fatto che già nel 1942, avesse intuito la prospettiva della rovina del fascismo e si fosse regolato di conseguenza... Insomma, mi sorprese la sua capacità d'intuizione, una cosa che non comporta nulla che non possa essere non a disposizione di tanta gente che, invece, non vedono al di là del proprio naso.

Il mio pensiero fu immediatamente pensare a cosa facevano, nello stesso anno, i miei parenti, ovvero persone dalla sincerità non garantita ma certamente dal racconto verificabile. Per spiegare cosa intendo, mi madre faceva racconti difficilmente riferibili a una data e per fare questo, avevo degli indizi, tipo l'avvento di un trasferimento in una nuova casa: per estrapolare una data certa, ho semplicemente fatto un richiesta di accesso agli atti al catasto. Vi assicuro che sovrapponendo i racconti su una griglia di date certe, qualche sorpresa è venuta fuori e, da queste, scaturisce una specie di morale: la fantasticheria può avviare verso due strade, o contribuire ad un romanzo o fungere da propellente per una tutt'altro che magnifica successione di cazzate. A corollario affermo che la seconda strada non può mai sovrapporsi alla prima.

Non finisce qui. Tempo dopo, a caccia di cosa ci fosse alla base del talento di Cuccia, mi sono imbattuta su un parere storico che affermava come l'Operazione Barbarossa promossa dai tedeschi nel 1941, dopo un paio di mesi, nel senso esatto del termine, fosse da considerarsi fallita. Perché?

Il perché è sorprendentemente semplice: doveva essere rapida e rapida, invece, non fu.

Ora, tenuto conto che la battaglia di Kursk avvenne nel mese di luglio del 1943, abbiamo due date distanti abbastanza nel tempo per poter affermare che le disfatte nessuno è disposto ad ammetterle e più sei fanatico, meno le ammetti.

A questo punto, osservando la situazione attuale, lascio a chi mi legge il piacere di fare il più classico dei due più due...

Ah, detto tra noi, nel caso storico che ho citato, il famoso Generale Inverno di napoleonica memoria, in quella storia talmente drammatica su cui cominciò a diradarsi la nebbia soltanto nel anni '80 del secolo scorso, non c'entrava quanto si è tentati di pensare che c'entrasse. Se invece qualcuno ritiene l'inverno una buona ragione, se questo qualcuno vuole ignorare che quella robaccia durò vari anni, non mi dannerò certo a convincerlo del contrario.

Buona fortuna.