Visto che capita, non dico di continuo ma abbastanza frequentemente, che vengo interpellata in materia, IW intendo (in RW mi sono fortunatamente emancipata da tutto ciò), voglio parlare per chiarire la mia opinione in merito all'argomento nel titolo di questo post.

Per quanto permanga il più classico dei "mai dire mai" che è valido per ogni caso, quindi anche questo compreso, voglio dire chiaramente che le proposte di partecipazione a relazioni con questo presupposto in prospettiva, ricevono da me solo risposte negative. Sopratutto per situazioni che dovrei vivere da "sub" con persone che per quanto con le loro innegabili "skills" hanno dei "bug" che quando intravedo spengono in me ogni barlume erotico, sempre che ve ne fosse stato uno. Certo, è innegabile che in tutto questo vi sia in generale un qualcosa di stuzzicante ma scambiare la mia disponibilità alla chiacchiera e la mia tutto sommato accondiscendenza di origine prettamente sociale per una predisposizione (che, ahimè, cessa di essere erotico proporzionalmente al passare degli anni però per un motivo che in primis Ã¨ di cultura personale; fisico, in secondaria battuta) è già un bug di per se. Per quanto riguarda le situazioni da "dom" è un altro discorso che però, tutto sommato, non differisce poi tanto dal primo. Infatti le posizioni "dom" e quelle "sub", nell'ambito in oggetto, non sono opposte ma adiacenti e separate da una membrana tanto sottile quanto permeabile. Pertanto ritenerle opposte è, a mio avviso, un altro bug e, detto tra noi, per niente trascurabile.

Resta a monte il fatto che io (per quanto non di successo) sono e resto una scrittrice e, pertanto, molte delle mie attività hanno a che fare con questa mia attività che può succedere che si avventura nell'erotico, questo per opportune questioni di linguaggio: il porno e l'erotico possiedono una loro immediatezza che al di là delle morali, sostanza che chi pretende di scrivere farebbe meglio a buttare nel cesso, è una qualità che si deve prendere assolutamente in considerazione. Per altre ragioni sulla scrittura, rimando alle considerazioni, prima di tutto, di Nabokov e Burroughs. Il primo fa un affermazione a mio avviso fenomenale: "la letteratura non è nella verità ma nella meravigliosa finzione che riesce a creare". Per questo io affermo che... Vabbè. Non svelo tutto, eh! 

Da tutto questo scaturisce un impressione personale nei miei confronti che è del tutto errata così come molta gente pensa che chi scrive lo fa per mettere in vetrina se stesso e andare in televisione... Rispetto a questo tipo di visibilità dico che la mia visione dello scrittore coincide con quella di Elena Ferrante.

Chi mi considera una "giornalista" o una specie di intellettuale alla ricerca di emozioni forti (tutte desunte dal proprio punto di vista in proposito; da dove se no?) commette un ulteriore errore madornale che comporta lo svalutarsi -dopo l'evento- in maniera rapida inversamente proporzionale alla salita del prezzo del petrolio dopo il blocco dello Stretto di Hormuz. Forse anche peggio. No, non mi piace la gente che si svela così miseramente intellettuale anche se non crolla di certo il mondo.