Qualunque cosa avesse da dire Trump, la notte scorsa, a noi non ci ha impedito di dormire e restava, da queste parti, molto più avvincente seguire le dimissioni del presidente della lega calcio: quello che affermava che "tutti gli sport sono dilettantistici tranne il pallone" che ha fatto ridere a tutti. Uno, piuttosto sagace ha infatti commentato: "ho capito, i tennisti partecipano tutti a tornei di amatori". Poi oggi, il tale si è dimesso. Tranquilli, non accadrà nulla e tornerà un nome solito.

Intanto, Trump, nell'ambito di questo show che è il top del nostro mondo ex occidentale, come da tradizione, non ha detto niente. Cioè dal punto di vista emozionale è andata anche peggio rispetto all'associazione calcistica nazionale. Per niente intendo che sparate a parte, continuano ad essere ignoti -cioè non sono ufficialmente diffusi- gli obiettivi che la sua amministrazione vuole perseguire con questa "guerra all'Iran", a parte sparate da bar tipo che "li fa ritornare all'età della pietra". Quanto alla durata di questo conflitto da videogame con effetti collaterali ben concreti, è altrettanto ignota per quanto ufficialmente vaga tra "accadrà questo e quello nei prossimi giorni" mentre altre volte lui stesso cita -e non sono segni di brevità-  i conflitti in Vietnam e in Iraq. 

A questo punto, messo che quest'amministrazione di parte dell'oltreoceano è tutto tranne che America First, è evidente che come regolarmente accade dagli anni 50 gli Stati Uniti si sono impantanati un altra volta. Aggiungo che ci sono effettivamente similitudini con certi precedenti: mentre in Vietnam si battevano contro il comunismo (per quanto rimaneva incomprensibile perché ci mettessero tutto quello slancio in totale solitudine) stavolta per quale astrazione si battono? Per l'affermazione del mondo fondato sui quei principi che negli ambiti specialistici vengono definiti giudaico-cristiani

Una cosa che in tutto quello che accade mi fa sorridere, anzi sono due e si tratta di:

1) gli Stati Uniti credono di essere lontano da tutto, solo dotati di non so quali motociclette o auto per cui fanno i casini in località "x" e poi scappano lontano, nel loro covo in un immaginario quanto sopravvalutato deserto del Mojave;

2) in tutta questa nebbia, c'è un audience (negli Stati Uniti) che pensa che l'Europa sia tutta come l'impero centrale, cioè quello austro-ungarico dissoltosi un secolo fa circa, anno più, anno meno. Anzi, solo "anno più": 1918. Quindi adottano verso tutti, indistintamente, la stessa retorica: "siete retrogradi, nullafacenti, inefficaci, solo pieni di festival delle chicchere e dei piattini e non sapete fare nulla". Mentre qui, illustri storici, dimostrano come questa storia, al riguardo dell'impero austro-ungarico, fosse tutta fuffa propagandistica di un secolo e passa addietro.

Pertanto, sorrido.

Vorrei invece ricordare, a quest'uomo e a chi lo segue, che un personaggio altrettanto supponente, guerreggiando con dei selvaggi che erano selvaggi sul serio, fece una brutta fine nel 1876. Se poi sono io a dare del selvaggio a chicchessia, c'è da aspettarsi solo di trovarsi in quello che nei film viene detto "un mare di merda".