Hentai picture

Appurato (come da precedente post) che Second Life non è "Il Metaverso" ma certamente fa parte del Metaverso, definizione che in seguito vedremo di perfezionare. Vediamo intanto cosa si fa anche lì, esattamente come in ogni altro posto, nel 2025, XXI secolo.

A riprova che Second Life è parte integrante di un qualcosa che può essere coretto definire "metaverso" basta osservare le abitudini IW che sono grossomodo le stesse che altrove e, pertanto, la presenza di pornografia segue le stesse dinamiche del "metaverso esteso", ovvero dell'ambito generale dal quale, come ho detto e non mi stanco di ripetere, Second Life fa assolutamente parte.

I dati sul consumo di porno nel metaverso esteso sono facili da reperire e sono illuminanti. Ho trovato una statistica che afferma com'è aumentata la frequenza nei motori di ricerca del termine "Hentai", attualmente uno dei più ghiotti in ambito sexy. Ora basta osservare come su SL gli avie "asiatici" sono passati da un essere quasi una nicchia a un fenomeno diffusissimo. Ci dà il polso della situazione. 

Restando parallelamente in auge una sorta di "legame" con la "first Life" dettato dall'ultima scheda in profile che ricorda i bei tempi quando la Linden pensava il metaverso fosse una sua invenzione e business (erano tempi che i social ancora non c'erano a trasformare ogni essere umano in soggetto per ritratti e foto manipolate per renderlo avatar e trasformare le vacanze in fantasie fotografiche per vite collettive da star), si sono moltiplicate affascinanti storie di adozioni e altri racconti autobiografici che rendono quasi una dilettante Amelie Nothomb, la famosa scrittrice belga figlia di un diplomatico con trascorsi in Asia, prima in Giappone e poi in Cina. Il periodo giapponese, ripetuto dalla nostra dopo la laurea, è ben raccontato nel suo "Stupore e Tremori" che ritengo fondamentale ai fini della "cultura BDSM" altrimenti relegata alle vicende goreane; è interessante la descrizione sintetica del periodo cinese, vissuto in quella che è definito "un ghetto per stranieri", San Li Tun o  Sanlitun in Tripadvisor. Con questo background la Nothomb ha detto "Moi je parle le framponais" ovvero un pasticcio tra francese e giapponese. Di gente che si esprime con pasticci del genere, se sappiamo qualcosa, possiamo dire che questo è sintomatico della potenza del metaverso.

Se si cercano dati sulla consultazione della pornografia online i dati sono alla portata di tutti: la frequentazione è impressionante. Anche qui, Second Life risponde come facente parte integrante del "metaverso" a partire dal fatto che ci troviamo in un atmosfera sexy fatta di sfondi e paesaggi avvincenti, architetture favolose e fashion con i suoi brands che in certi casi raggiungono livelli veramente straordinari, sia come qualità che capacità di marketing. In tutto ciò caliamo fisionomie più che accettabili, anche ambisesso, e abbiamo che ciò porta a un atmosfera più che gradevole dove da un momento all'altro può succedere un incontro memorabile. Infatti la maggior parte dei profile si rivolgono a un ipotetico interlocutore con il quale si instaurerà un qualche tipo di relazione: io sono così, o cosà, faccio questo e quest'altro, non chiedetemi extra. C'è chi traduce, in prosa verrebbe da dire, certe affermazioni che si ripetono. Vengono fuori cose esilaranti, come quella che ha spiegato cosa vi è celato dietro il velo di quel fastidiosamente frequente "I don't bite" (io non mordo).

Ahimè, data la premessa scenografica e ambientale, entra a questo punto in gioco quella maledetta proprietà, tipica del contesto umano, che è l'incapacità di "creare" dei più che, come sappiamo, al massimo, sono capaci di emulare se non soltanto replicare. Scimmiottare, dice malignamente qualcuno e credo che la traduttrice che ho appena citato possa far parte del contesto maligno ma non divaghiamo. Quindi cosa succede?

Succede che tutta questa "sexy atmosfera", alla faccia delle premesse condensa un'emulazione del porno più rozzo, compreso il linguaggio con cui si fa laccata-telecronaca di quello che accade nelle skybox messe generosamente a disposizione da mecenati e tutto finisce ampiamente documentato su Flickr e Primfeed dove deborda una riproposizione di pose che sono sempre le stesse. Cambiano solo le facce. Insomma tutto finisce come quella sarcastica definizione della musica classica che sostiene "cambiano gli strumentisti ma la musica è sempre la stessa". Peccato che per quanto in oggetto sia un paragone che nobilita questi "operatori dell'immagine liberata dai tabù" che si ritengono -credendoci- portatori di trasgressione e non so quale libertà.

Emulando quello che avviene nel web più generale -quello che Zuck definisce Metaverso- i posti frequentati da questo genere di pubblico hanno dati di traffico secondlifesco importanti ma sono gli unici dove chiunque è bene accetto, forse anche perché, per il resto. ancora una volta in accordo con quella che viene definita "vita reale", la gente non è friendly come un antica cultura del web predicava. Per dirla meglio, "la gente", come nella realtà, ammesso ne esista ancora una, non è capace di interagire se non per qualche motivazione che tranquillamente possiamo riferire alle solite: o soldi, o sesso. Preferibilmente entrambi. Questo perché alla faccia dei propositi, l'avidità, l'egoismo e il narcisismo sono davvero molto diffusi.

La domanda a questo punto é: tutto questo è o non é un bel ritratto del mondo?

Ci sarebbe a questo punto di parlare di erotismo, che tutta questa massa emulatrice nemmeno conosce nemmeno in maniera vaga. Può servire suggerire che il porno è privo di "sense of humor"? Sono pessimista: ritengo che molte di queste macchinette fotocopiatrici siamo pure convinte di essere argute e spiritose quando dicono, senza vergognarsi: "enjoy your wife".

Chissà che intendeva. Mah!

(1-continua)