Che si fa nel Metaverso? Si va in giro, si dice. A fare cosa?
Sull'attività dell'utente di Second Life vi dico subito che è meglio evitare di documentarsi su Flickr e Primfeed: è fuorviante. Da quelle parti sono iperattivi tutta una serie di personaggi con un seguito di followers più o meno inesistenti nello spazio 3D che hanno trasformato Flickr ed altri luoghi similari del web in ghetti di costretti a pagare per continuare ad esporre la passione per le vite digitali inventate, i genitali, le pose e tutto un mix di aggressività tra un'arcigna voracità sessuale ad una irriverente simpatia di facciata mimetizzata in una specie di spensieratezza frullata con quel fastidioso atteggiamento che è "prendimi se ne sei capace" di un infanzia lontana come l'altopiano del Pamir per chi vive in Europa. Questo atteggiamento che possiamo definire d'ordinanza ha sostituito i vecchi concetti di "nascosto dietro il monitor" di una volta ed è modernamente accompagnato da dichiarate passioni per la letteratura manga, pettinature a codette, shorts e magliette bucate, l'immancabile nome in geroglifici e "unknow" nello status online. Segnali che ci dicono che questi altro non fanno che osservare gli altri in quel modo tipico di chi non sa farsi gli affari suoi del già citato "nascosto dietro il monitor" di un epoca precedente. Tra questi e l'insieme che adora i grandi culi, le grandi tette, le labbrone eternamente socchiuse in un vago stile Russ Meyer senza sapere di chi si tratti e, tutti, una crudeltà affettiva che predilige le relazioni lesbiche della paranoia soft porno del tempo che fu, il panorama delle immagini è quanto basta per far pensare che Second Life sia il ritrovo degli amanti del particolare genere e chi non condivide questo gusto può tranquillamente cambiare pagina, cioè cambiare filone virtuale cautelandosi (si fa per dire) di non cadere dalla padella direttamente sulla brace. Cosa molto probabile.
Restiamo quindi su Second Life che è frequentata da individui che provengono, massimamente, da quello che tuttora si può definire "mondo occidentale" cha a furia di essere assediato da un resto del pianeta (basta pensare che la Nigeria, da sola, come numero di residenti è pari a due terzi degli Stati Uniti, luogo dal nome che "suona bene" ma che poi così "unito" non è, basta osservare com'è organizzata la loro rete elettrica), dicevo, mondo occidentale che dà oggi segni di sclero in tanti aspetti sociali tra cui le preferenze politiche che esprime verso personaggi con modi bruschi nello stesso stile di "Marsterchef" verso quelle che vengono definite minoranze che, di fatto, si tratta della stragrande popolazione del pianeta, ieri incantata dai film e oggi incantata da sport e, sopratutto, dai social con i suoi miti citati in continuazione dalla televisione connessa ad internet anch'essa per statistiche di gradimento in tempo reale.
Fondandosi tutto sull'incanto, è un gioco pericoloso ma la gragnuola di annunci tiene persino i più disgraziati incollati agli smartphone pertanto le teste di serie sociali che vivono in posti che vanno dal costoso al costosissimo, ammirati da una larga fetta di elettorato che si comporta come i followers degli account porno di cui dicevo poco fa, tutti insieme ritengono che questo che abbiamo sia efficacissimo e, come millantato dai prepotenti di ogni epoca: eterno. Questo si riflette inevitabilmente sui rapporti interpersonali anche digitali che ho già descritto "specchio della realtà". Qui su SL, diversamente da quello che può capitare nella realtà dove puoi rigare macchine con il chiodo, spaccare vetrine e praticare il body shaming, giusto per citare qualche atteggiamento grazioso, l'aggressività finisce per usare l'estetica dei gesti scurrili, dei tatuaggi sgradevoli full body e genitali colanti per perpetuare la molestia e si costituiscono gruppi per mimare l'agressione incombente che resterà tale o per emarginare qualche singolo. Insomma è che visto che non si possono menare le mani, l'aggressività trova sfogo nell'estetica e in atteggiamenti di gruppo tesi ad emarginare piuttosto che includere come predicava, secondo loro, l'antica cultura del web vagamente di sinistra, per dirla all'italiana, o liberal, per dirla in modo più internazionale.
Tutto questo mentre i profili si mantengono "vecchia maniera". Ovvero leggendo i profili deduciamo che la stragrande maggioranza definiscono dei "se stessi" in funzione dell'eventuale incontro. Questo perché nei profili vi si trova la profusione di indicazioni come messaggi in bottiglia verso ipotetici osservatori colpiti in maniera fulminante dalla seduzione dei nostri formidabili pixel. Questo farebbe pensare che quell'insieme che ho sommariamente definito si ritenga "avanzato" in un mondo che altro non fa che pensare all'amore.
Bene, in tutto questo la socialità è andata a farsi friggere ma siccome è irrinunciabile, abbiamo la solita frequentazione di club dove essa si condensa e si attua. Cosa altrettanto specchio della realtà, a mio personale parere. Tutto questo produce due cose: la prima è un "nightclubbing" che è curioso osservare e che si svolge in varie "locazioni" dove possiamo incontrare varia umanità. La seconda che tutto ciò, per come si tratta di "specchio della realtà", con tutte le sfumature di storytelling la prima delle quali è essere definiti da gruppi che pensano di essere scaltri e aggressivi e che praticano il solito umano gioco, prima ti denigrano, poi ti assaltano.
Bene, per evitare di andare per le lunghissime, il tema "club" lo tratterò in un prossimo post.
(2 - continua)
