
Questa notizia riportata dal Corriere della Sera del 10 dicembre (che cito) la dice lunga sulla consistenza della teoria secondo la quale noi viviamo in più realtà contemporanee (di cui ho parlato in un recentissimo post) è assolutamente sensata e non una bubbola come si potrebbe superficialmente pensare.
Quanto al background che la notizia comporta, è da tempo che cerco di sintetizzare quello che accade che ha, a mio parere, tra gli altri effetti, deteriorato i rapporti interpersonali anche nel mondo virtuale.
Da qualche tempo non ritengo quindi personalmente remota l'ipotesi che situazioni come Second Life (che spesso esprime effetti crepuscolari) siano al capolinea anche se occorre dire che una cosa è la dichiarata fiction di Second Life, un altra la pretesa di verità di altri tipi di social che per quanto fitti di sciocchezze, partecipazioni inutili e notizie sulla salute dei vostri "pets", sono presi talmente sul serio che circolano addirittura immagini di persone accampate sotto rovine di bombardamenti che stanno lì con il cellulare in mano. Vengono descritte: "ad informarsi". Per informarmi preferisco fonti con un minimo di ufficialità e serietà (come quella che pubblico, per esempio).
La cosa brutta (se vogliamo) è che, come ho detto più volte, per me non c'è molta differenza tra Second Life ed altri social perché, ripeto per l'ennesima volta, ogni account non è uno specchio del vero (parola che lascio ai profeti) ma una rappresentazione.
Tornando a quest'ultima trovata che la notizia riporta, ciò rende ufficiale (come non l'avessimo ancora capito) che il social è politica. Quanto agli States, nel dettaglio, nel periodo dalla fine della WW" fino al principio del XXI secolo (diciamo fino alla guerra in Afghanistan) sono stati capaci di rimodulare l'immaginario collettivo degli "occidentali" con quello che qualcuno definisce "colonizzazione dell'immaginario". Il termine, nel caso europeo è esagerato, sono stati ben accetti.
Come testimonia il caso italiano, l'operazione è riuscita in modo particolarmente per molti aspetti, uno su tutti che erano considerati, specialmente nel caso nostrano, degli italiani di ritorno, come testimoniano i titoli di coda di un qualsiasi film di loro produzione, per non parlare dei registi, dove i cognomi italiani fioccano. La cosa particolare e che quei cognomi non suonano affatto illustri, ma raccontano più o meno tutto delle origini piuttosto umili. Il messaggio diventa chiaro: se l'America permette questo tipo di affermazione personale, è certamente un posto valido. Insomma, era garanzia di quella che in certi discorsi è definita "mobilità sociale".
Lasciando perdere tutte le toppate che questi ex-simpatici hanno preso da subito dopo la guerra (sempre la solita WW2) tra Corea, la catastrofe del Vietnam e tutta la purtroppo lunga serie di sciocchezze che hanno fatto in giro per il mondo, ci voleva quest'ultima affermazione all'alba del 2025 per far apparire definitivamente ridicoli i video dei cantanti nostrani (ma anche di altri europei, per loro il concetto non cambia) in giro in macchina nella Valle della Morte così come vanno in crisi le ambientazioni americane di certe altre storie che vengono fatte in onore del divertimento. Il resto, economico, viene di seguito: da chi non stimi, non compri nulla (in genere). Per quanto riguarda i gadgets, siamo in piena fase "fino ad esaurimento scorte". La bandiera a stelle e strisce non funziona più. Il potere di brand, da queste parti, è agonizzante.
Infine, sorprende solo gli sprovveduti l'avvicinamento con l'altro grande gruppo che rimpiange i vecchi tempi e vuole tornare "Great Again": i due non devono annunciare di avvicinarsi, è scontato che l'obiettivo, in fondo, è comune. La loro congiunzione, o convergenza, è scritta nelle stelle.