Osservo le due figure in foto e penso che tra loro vi sia una similitudine che consiste nella comune "passione" per le biondine smarrite. Ossessione già di Hitchcock, successivamente, la carica fosca che quella tipologia femminile può contenere, in contrappasso al suo simbolicamente essere portatrice di buoni sentimenti ad uso e consumo delle nostre razziste fantasie, ce lo mostrò David Linch in quella serie esteticamente elevata che fu Twin Peaks, dove non accadeva nulla se non un costante levarsi di nebbia attorno a quello che la trama prometteva di svelare: sapere chi, cosa e quanto avevano osato nei confronti di Laura Palmer che, infatti, era biondina.
I due in foto, singolarmente, appartengono a epoche che chiunque riconosce totalmente diverse l'una dall'altra ma, riflettendo attorno la loro mania di circondarsi sopratutto di biondine è come se due bande di rapinatori a distanza, che so, di 40 anni una dall'altra avessero rapinato le stesse banche o, se pirati, avessero assaltato navi negli stessi tratti di mare. Insomma, il dato estetico è troppo vistoso per essere ignorato.
Apriamo una parentesi. Non mi si dica che in America sono tutte biondine perché non è vero. E' semmai vero che gli "americani", come noi chiamiamo i discendenti degli immigrati dall'Europa e NON tutti quelli che nelle Americhe c'erano da prima, amano darsi un immagine anglosassone alla faccia che negli USA, contrariamente all'Europa, i biondi abitano al sud, come racconta Simenon nel suo "L'America in automobile". Altrettanto vi sono, negli USA, vari nodi irrisolti di cui ne voglio citare un paio: la loro guerra civile (che noi chiamiamo "guerra di secessione") e un altrettanto irrisolto rapporto con l'UK che da un lato è il loro innegabile motore culturale, da un altro è una specie di nemesi in qualche modo incombente. Aggiungiamo una bella manciata di prometeismo a tutto ciò e ne verrà fuori una bella salsa americana che avrà l'effetto, in chi è assennato, di tenerlo lontano dalla loro mensa.
Tornando a noi, altro fattore accomunante, è che le biondine amate, si fa per dire, da questi maschi-alfa, quarant'anni prima e quarant'anni dopo sono altrettanto strafatte, cioè sia nel periodo che era in voga la cultura hippy, vabé. tutto era caratterizzato dall'uso di droghe e quindi la strafacenza d'epoca sembra normale ma, stando a quanto afferma Virginia Roberts Giuffre, l'uso di droga è altrettanto normale dopo, senza palloni dell'aprire la mente e nuove dimensioni e scene da film come Vertigo ma con almeno il triplo al quadrato di girandole di colori.
Al tempo di Manson erano di moda i Beatles che andavano in India e serviva a far dire sciocchezze a Lennon in aeroporto mentre dietro di lui lievitava il business che avrebbe alimentato l'uomo del dopo: Epstein. Non Brian il loro manager, ma Jeff, l'appassionato sopratutto di biondine.
Attraverso la mattanza degli anni 70, si si giunse agli anni 80 che non a caso qualcuno ha definito "eterni". In fondo, il tempo è elastico. Lo disse Proust. Ciò mi porta ad affermare che se Manson, con le sue efferatezze, chiuse un epoca mentre Epstein, invece appartenente agli anni 80 che qualcuno ha definito infatti "eterni", non ha chiuso niente.
Soltanto questo post.
