Francamente non ero a conoscenza del problema ma pare esista proprio una categoria definitasi nel tempo e, in seguito, per via del web che ha fatto da catalizzatore e alcuni fatti che sono accaduti, sono oggetto di studio. Tecnicamente sono definiti Incels, termine che viene dall'inglese "celibi involontari": si tratta di uomini che vivono il celibato in maniera forzosa, lasciati da mogli o da compagne. Essi non riescono a realizzare una relazione duratura. Sul fenomeno e le implicazioni trovate info qui più strutturate di quelle che potrei darvi io.

Per quanto mi riguarda apprendo quindi che esiste proprio un fenomeno e si è venuto a formare un vero e proprio gruppo sociale, proprio nel web, formato da uomini che colpevolizzano le donne accusate di essere portatrici di sentimenti tanto elementari quanto non esattamente "puliti", tipo la predilezione di partner più ricchi. Intorno, il solito bouquet di argomenti che ornano la visione misogina della vita che in questi tipi, già secondo me in qualche modo predisposti a recepirla, trova facile strada.

Ora, venendo alla particolarità digitale che sono solita frequentare, grazie alla sua caratteristica-specchio, anche qui figure stranamente affini all'Incel finiscono per raggrupparsi. L'effetto è che certi luoghi sono diventati fitti di personaggi che per quanto di ogni sesso apparente, quasi esclusivamente femminile, praticano un condiviso quanto fondamentale disprezzo verso la figura femminile che si esplica anche a parole ben preceduta dalle immagini, senza dimenticare che anche l'avatar è "un immagine": SL è un gioco visuale. Curiosamente, non è raro leggere nei loro profile "no men", nel senso che il loro riferimento sarebbero solo le altre donne mentre a mio parere, questi, cercano sopratutto "un uomo", probabilmente se stessi anche se probabilmente non lo sanno.

Non occorre un intelligenza da talenti della scienza per non vedere in trasparenza, in questi consessi (che possono essere luoghi preesistenti in cui è percettibile che l'atmosfera è mutata), lo zero del loro sociale che non assurgerà mai a nichilismo: è zero e basta. Personaggi del genere che razza di relazione potrebbero instaurare con un eventuale partner? 

Me lo sono chiesta come spesso te lo chiedi in questa gigantesca love boat che è SL e, mentre scrivo, ho in mente vari personaggi come la "signora" che colleziona avventure con avatar No Pay Info raccolti tra il suo squisito pubblico che mette likes alle sue foto tutte uguali, suggello di momenti senza capo ne coda che scandalizzano solo i bacchettoni. Un tutto sostenuto da una certa misoginia che spinge questi sconsiderati autori a proporre storytelling dove il solito nero è sempre superdotato e tutti non pensano ad altro che a scopare. In questi ambiti non mancano le partnership (virtuali) con partner assoggettati quanto inesistenti: chi li ha mai incontrati online? 

Un velo pietoso va steso sulle figure che popolano questo parterre nel vero senso della parola, microcosmo sorprendente come il cielo nuvolo che si rivela capace di nascondere la luna. Tra asiatiche credibili come euro stampati su Marte, presunte sedicenti ispirate dagli anni '40 -ottima scusa per usare la stessa pettinatura per mesi e mesi- finte sbarazzine dalla spensieratezza certificata dalle codette capaci, secondo loro, di rendere l'adolescenza illimitata. Tipici di questi ultimi personaggi sono i nomi in geroglifico decorati di stelline scarabocchiate. Un tutto che svela derive fantasiose attorno alle attrici della Disney, casa di produzione geograficamente contigua ai luoghi dove viene prodotto quel porno brutale che piace tanto a quel pubblico; si quelli che pensano di essere primi nel mondo, con le case piene di vuoti di bevande gasate ben zuccherate e cartocci di cibo-trash consumato al PC dalla tastiera lorda e il monitor che non viene pulito da quando è stato imballato in Cina.

Quanto a quest'ultima device, mi diverte pensarla antropomorfizzata e quando viene posizionato nella scrivania dell'utilizzatore che pensa "mio Dio, no...", con davanti il sorrisetto dell'utente Incel mentre a sua volta osserva lo schermo dove si materializzano quelle che pensa bravate che scrive nel profile: di essere "polyamourous", che ci tiene ai suoi "friends". Friends? Ma l'avete mai vista organizzare una festa? L'unica cosa che da tutto questo si evince è un affermazione: io sono evanescente. E' un discorso quasi a parte chi si definisce submissive per indole naturale, personaggi capaci d'intasare ogni land dove ci sia traffico che promette il BDSM industriale che qui si cerca di riprodurre usando il dileggio e il disprezzo verso gli altri come fossero l'essenza da trarre dalle storie di Sacher-Masoch: mi sono spesso chiesta, questi, con chi pensano di avere potenzialmente a che fare, chi può essere l'interlocutore sano di mente che può prenderli in considerazione.

Questo tipo di personaggi, dei quali esistono molti simili, in via pratica cercano solo di dissolvere il sexy che in SL comunque sopravvive loro malgrado. La capacità di condensarsi in determinate piazze, ottiene prima o poi di destinarle tutte a fallire perché il risultato è che questi luoghi che il sexy dovrebbero celebrarlo, grazie alla loro rappresentante presenza, trasmettono invece solo la sensazione di trovarsi in una location dove incombe qualcosa di greve quando non addirittura ferale. 

Il fatto che tempo addietro le cose non stavano così rende l'idea di come SL sia capace di evolversi, cosa che può verificarsi nel bene e nel male, però se oggi è chiaro che l'intesa online è sopratutto una relazione intellettuale lo dobbiamo anche agli aspetti che descrivo deleteri: se mi si concede il termine, con un azzardo possiamo considerare che anche quelle sono relazioni intellettuali, in fondo. Come quelle tra gli Incels di cui parlavo in apertura, appunto.