A pensarci, perché ho lasciato il mio numero di telefono ad Erika era stato forse azzardato? Con il mio numero avrebbero potuto rintracciarmi? Avrei ricevuto telefonate spam da parte di personaggi che pensano che io sia la reincarnazione di Messalina?
No, per ora, le telefonate da numeri sconosciuti erano del solito tenore O interlocutori che pensano che vivo leggendo le bollette elettriche e mi fanno rimpiangere quando non erano a mio nome, o un altro che dice di chiamare per conto di un gruppo assolutamente globalizzato dove potrei investire la bellezza di 200 euro e moltiplicarla per 5 in pochissimo tempo, o quello che mi dice che ha ricevuto il mio curriculum e quindi se richiamo al... al quale rispondo sempre con "che palle"" prima di chiudere.
Di Erika nessuna traccia fino a che non rispondo al solito sconosciuto (perchè con figlie nel pieno dell'adolescenza in giro, che ti chiama un numero sconosciuto può anche capitare, e vi assicuro che è capitato) e sento una pausa dopo la quale un "Oh ciao!" che subito sembra pieno di entusiasmo. Per parlare aspetto "Sono Erika..." ma l'avevo già riconosciuta. Potenza del destino, capita proprio in un momento che posso parlare, sono seduta in un bar e tutti, attorno a me stanno o telefonando o mandando messaggi che quasi quasi mi sentivo una diversa. Ora sono adeguata. "Salve..." rispondo. Per fortuna Erika è loquace. La sento schiarirsi la voce. "Ehm... volevo dirti... sei stata fantastica la volta scorsa. I ragazzi erano al settimo cielo" Ride. "Oh, grazie" faccio. Non me la sento di aggiungere granché. "Così non si pentono del fatto che fanno quello che dico io" aggiunge, ridendo. La cosa che stava cominciando a scivolare nel ricordo, torna a galla migliorata. Mi passo una mano tra i capelli, non so se è un bene o un male questa caratteristica di quel ricordo in particolare. Mi guardo attorno. Strano ma vero il tutto sembrava dotato della caratteristica di potenziarsi. "Senti... spero di non averti disturbata..." mi lascia il tempo di rispondere "ma no..." rispondo rilassata. Lei subito aggiunge "passo il tuo numero a Sandra, se sei d'accordo..." "rispondo con un verso che dovrebbe esprimere che ci sto pensando. Erika ha concluso con uno svolazzo civettuolo che ha il potere di attrarmi. "D'accordo, si, va bene..." rispondo dopo la mia pausa. Guardo il cameriere che viene a recuperare la tazzina del caffè dal mio tavolo, annuisco quando mi porge lo scontrino. Al telefono sento un verso di soddisfazione."Ti lascio allora... torno al lavoro... " mi fa. "D'accordo dico io... 2 euro e 20 per un caffè, i prezzi stanno diventando proibitivi. In altre occasioni avrei commentato: "Ma che dobbiamo? Meterci a fare le puttane?" in pieno stile rustico in voga tra le mie amicizie. Rozze ma divertenti. In questo caso non oso.
Mi allontano dunque dal bar, sperando che Sandra non mi chiami mai.
O forse si?
